I gioielli di Marguerite Yourcenar
di Yvon Bernier
Lo scrigno di Marguerite Yourcenar, come dimostra l'inventario pubblicato più avanti, risulta, a conti fatti, molto modesto. In effetti non comprende che una quarantina di pezzi. Nel 1992 gli esecutori testamentari hanno chiesto al rimpianto Stanley Cranston, antiquario new-yorkese e amico della scrittrice una descrizione e una stima di quei gioielli. Li ha valutati nel complesso circa quindicimila dollari. Anche se ha fissato il valore preciso per ogni pezzo, per ora ci è sembrato più saggio non darne conto. Più tardi si dirà il motivo di questa omissione.
Le foto a colori che accompagnano l'inventario permetteranno a chi si interessa di questi gioielli di farsene grazie alla rappresentazione visiva un'idea migliore e più precisa di quanto non consentirebbe la sola descrizione, per quanto dettagliata. Ma d'altro canto la descrizione è preziosa per quanto riguarda la provenienza dei gioielli.
Quel che colpisce anche a una prima occhiata rapida è che molti gioielli risalgono sia alla seconda metà del secolo XIX sia ai primi anni del XX. Non c'è da meravigliarsi di ciò, perché Marguerite Yourcenar, figlia unica di Michel de Crayencour, ha ereditato gioielli che appartenevano in parte alla madre Fernanda e in parte alla nonna paterna Noemi, di cui ha tracciato in Archivi del Nord un ritratto non troppo lusinghiero. Può essere significativo il piccolo dettaglio che i gioielli venuti da quest'ultima hanno talvolta subito delle grandi trasformazioni dietro richiesta della nipotina. Molti pezzi inoltre sono stati acquistati personalmente dalla Yourcenar, in particolare il paio di braccialetti a forma di cordone, il paio di collane assortite nello stesso stile in argento sterlina (n. 29 dell'inventario) che furono ordinati nel 1938 a un vecchio orafo greco per Grace Frick e per la stessa Yourcenar.
Secondo la volontà della scrittrice l'insieme dei gioielli è destinato a passare un giorno in una sala d'aste parigina. I fondi ottenuti in tal modo saranno versati alla fondazione creata da Marguerite Yourcenar e utilizzati per le opere finanziate. E' consentito pensare che i gioielli venduti all'incanto raggiungeranno delle quotazioni molto più alte di quelle fissate dalla stima, proprio grazie all'identità della proprietaria. Lo stesso è accaduto, come è noto, in modo eclatante per l'asta dei Windsor.
Lo stesso fenomeno - su scala minore, evidentemente! - potrebbe ripetersi nel caso dei gioielli posseduti e indossati dall'autrice di Memorie di Adriano.
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