MARGUERITE
Le Memorie
LE MEMORIE DI ADRIANO
di Marguerite Yourcenar
di Marguerite Yourcenar
"Alfred de Vigny ha scritto da qualche parte questa frase che cito a memoria:
"Una vita bella è un pensiero della giovinezza realizzato in età matura". Se questa
formula contiene qualche verità, la mia vita sarà stata bella. Le Memorie di Adriano
furono progettate per la prima volta durante una passeggiata a Villa Adriana durante un
mio soggiorno a Roma: avevo all'incirca vent'anni. Scritto per intero, poi cestinato,
ripreso, poi abbandonato diverse volte, questo libro, o piuttosto questo progetto di
libro, mi ha accompagnato in Grecia per parecchi anni; le mie ricerche, le mie letture
non cessarono mai di farvi riferimento, anche quando avevo dimesso l'idea di scriverlo.
Una nuova redazione dell'esordio, scritta nel 1937 andò smarrita nel 1940; fu ritrovata
nel 1948 e mi venne tra le mani negli Stati Uniti. Accettai questo fatto come un segno e
mi consacrai esclusivamente a quest'opera rimasta in sospeso per tanto tempo; nelle
biblioteche americane mi rimisi a completare, a rivedere minuziosamente la prima
documentazione. C'è troppo l'abitudine di considerare da una parte il lavoro della
creazione letteraria, con quel che sottintende d'ardore, di emozione, di slancio
istintivo e dall'altra la fatica paziente dell'erudito sapientemente chiuso nello studio
dei testi e nella loro esegesi. Per me, durante i tre anni dell'ultima redazione di questo
libro, questi due tipi di apporoccio con il passato si unificavano. Il termine "romanzo
storico" trae in inganno: non si trattava, nel mio caso, di prendere la vita di una
grande uomo del passato come pretesto per un' elaborazione letteraria, ma al contrario
di imparare a servirmi con prudenza e cure infinite delle migliaia di documenti che
vanno dai Papiri di Ossirinco al Talmud, dagli scritti di Galeno e Marco Aurelio ai
cronisti del Basso Impero, per ricostruire questa grande figura nella sua interezza,
nelle contraddizioni apparenti, nell'unità del suo spirito. La tecnica qui adottata si
avvicinava, molto più che non alla procedura romanzesca, a quella del saggio o della
tragedia, a quella di Montaigne o di Shakespeare che, chiuse le pagine di un volume di
Plutarco, sognavano la personalità unica di Cesare o di Marc'Antonio. Del resto, proprio
per utilizzare in pieno il modo della meditazione tragica, così ricca di reticenze e
confessioni, ho scelto di mettere proprio in bocca ad Adriano il rendiconto della sua
vita, di esprimere le sue azioni e le loro motivazione in termini che fossero i suoi.
Adriano poteva parlare della sua vita con più convinzione e più sottigliezza di me.
Scrivo queste righe in Italia: ma una meditazione sull'uomo di pensiero, di passione e
d'azione, sull' intenditore di cultura greca, sul Principe, si può più facilmente che
altrove prolungare a Villa Adriana, dove Adriano passò gli ultimi anni, a Baia dove
morì, a Roma, dove chiuse sotto la cupola del suo Pantheon un pensiero religioso
profondo come quello delle nostre cattedrali, ma di diversa essenza, nel mausoleo di
Castel Sant'Angelo, dove le ceneri imperiali riposarono fino all'arrivo dei barbari.
La vita di Adriano è cominciata in Spagna; le sue ardenti predilezioni sono state per
la Grecia; le sue imprese e le sue gesta di grande viaggiatore sono ancora scritte su
tutte le strade dell'immenso impero; ma il suo destino è legato indissolubilmente a
Roma."
Genesi di Memorie di Adriano
di Yvon Bernier
di Yvon Bernier
Marguerite Yourcenar era poco più che adolescente quando nacque in lei, per la figura
storica dell'imperatore Adriano, la curiosità che l'avrebbe portata più tardi a ricreare
quelle memorie immaginarie che tanto fascino hanno esercitato attraverso il mondo sin dal
momento della loro pubblicazione. Lei stessa afferma nei Taccuini di appunti di Memorie
di Adriano: "questo libro è stato concepito, poi scritto, tutto o in parte, sotto diverse
forme, tra il 1924 e il 1929, tra i miei venti e venticinque anni". E aggiunge: "Quei
manoscritti sono stati tutti distrutti. Meritavano di esserlo". Ripreso nel 1934, il
progetto ancora una volta non approda, ma procura all'autrice un prezioso vantaggio: la
prospettiva del libro. Prospettiva interamente contenuta nell'unica frase rimasta di
quella stesura, frase ammirevole che ogni essere umano è portato a riprendere a proprio
conto un giorno: "Incomincio a scorgere il profilo della mia morte." Dopo parecchi altri
tentativi falliti negli anni seguenti, Marguerite Yourcenar, nel 1937, redige finalmente
le prime pagine che sussisteranno più tardi, rimaneggiate, nella versione definitiva.
Nel 1939, il progetto viene letteralmente scartato per via degli avvenimenti che
sconvolgono allora l'Europa e per la sistemazione della scrittrice negli Stati Uniti.
Nel 1948 l'arrivo di un baule lasciato in deposito in Svizzera, nel quale ritrova le
prime pagine del manoscritto smarrito, la spinge a "scrivere questo libro, a qualunque
costo". I lunghi indugi creatori della genesi sono ora conclusi. Da quel momento,
Marguerite Yourcenar sospende ogni altra attività per dedicarsi alla realizzazione di
quel progetto che credeva irrealizzabile. Nel 1951, consegna il suo manoscritto
all'anziano editore Plon, dicendogli che se ne venderanno solo poche centinaia di copie.
Mai predizione doveva rivelarsi più falsa e mai sibilla ricevette smentita più flagrante
al suo funesto oracolo!