MARGUERITE
La Natura
COME L'OMBRA
inseparabilità di vita e ambiente in Marguerite Yourcenar
inseparabilità di vita e ambiente in Marguerite Yourcenar
FABRIZIO AUTIERI
Segretario Generale
Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Roma
Segretario Generale
Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Roma
La Camera di Commercio di Roma è da molto tempo in prima linea nella capitale per l'impegno promozionale di iniziative culturali a largo raggio. Sempre più sicuri della fondamentale primarietà e basilarità della diffusione della cultura nel nostro paese, sono stati portati avanti, in collaborazione con il "Centro Internazionale Antinoo per l'Arte", una serie di eventi legati al nome e alla fama di Marguerite Yourcenar.
La Camera di Commercio di Roma e l'illustre Accademica di Francia, sono del resto un "binomio culturale", ormai rafforzato nel tempo con l'impegno da noi già assunto per le celebrazioni del cinquantenario della pubblicazione di "Memorie di Adriano", così come per il centenario dalla nascita della Yourcenar.
Gli scritti, le opere d'arte a lei dedicate, i volumi - prime edizioni mondiali - esposte nel "Centro di Documentazione Permanente Marguerite Yourcenar", da noi promosse all'interno dei prestigiosi spazi del Tempio di Adriano in Roma, rappresentano già un nucleo consistente ed un approccio importante nella esaltazione di una programmazione culturale sempre di grande livello offerta dalla Camera di Commercio alla città di Roma.
La memoria, il progresso e la cultura di respiro internazionale hanno portato, nel presente 2004, alla promozione di una nuova iniziativa culturale che pone l'attenzione, del resto sempre crescente nell'opinione pubblica, sull'ambiente e la natura, ancora una volta per il tramite della Yourcenar e della sua stessa promozione ideale e finanziaria di importanti siti naturalistici nel mondo.
Questa volta dai testi della scrittrice di origine belga siamo passati alla vita e al suo forte e definitivo senso di difesa dell'uomo, tramite appunto la protezione e la difesa della natura. Un salto ancora verso il futuro, il nostro futuro, per porre delle nuove ed inossidabili basi tramite l'arte, la cultura e quello che potremmo definire la "Cultura della Natura" da sempre promulgata dalle iniziative benefiche della scrittrice lungo un tragitto intellettuale ma anche e soprattutto sociale e civile che ricorre spesso nel nostro impegno nei confronti dell'arte e della storia di Roma, del suo futuro ma anche ormai nel nostro futuro nel pianeta in cui viviamo e operiamo.
Di modo che la "Cultura della Natura" divenga ramo preferenziale dell'albero della cultura al quale la Camera di Commercio di Roma, molto spesso attinge con la brama di diffusione e divulgazione verso un sempre più vasto pubblico, in modo che, identificandosi nella cultura, non possano e non debbano fare altroche diffonderla, difenderla e proteggerla per il nostro-vostro futuro.
MARGUERITE YOURCENAR E LA NATURA
Omaggio al suo impegno e ipotesi su una contraddizione
Omaggio al suo impegno e ipotesi su una contraddizione
CARLO SAVINI
Presidente Centro Internazionale Antinoo per l'Arte
Il Centro Internazionale Antinoo per l'Arte, sorto e sviluppatosi nella ispirazione di Marguerite Yourcenar e dalle sue opere letterarie per una promozione internazionale della cultura in ogni sua forma espressiva, poteva ignorare il ruolo della grande scrittrice per la salvaguardia naturalistica e ambientale?
A corollario delle manifestazioni da noi promosse o integrate nel Centenario della sua nascita, ora intendiamo dare una testimonianza ed un omaggio alla sua intima dedizione alla natura, quale ambito della sua scelta abitativa di vita nella seconda fase della sua esistenza, quale obiettivo personale del suo credo fideistico con un impegno tradotto in concretezza di promozione e sostegno anche finanziario, quale stile di rapporto fra se stessa e ciò che visitava o la circondava.
E lo facciamo con questo Catalogo che raccoglie testi di studiosi archeologi, botanici e storici dell'arte, testimonianze di responsabili delle riserve naturalistiche e dei parchi che ai suoi lasciti devono tanto, con l'omaggio di artisti e critici sui temi a lei cari, con testi poetici, con ricordanze di coloro che le sono stati vicini, con documenti e attestazioni come nel caso di Sengor. Al catalogo si collega la relativa mostra d'arte, documentativa ed illustrativa. Nella impossibilità di questo testo introduttivo di elencare nominativamente tutti gli autori di saggi, testi, testimonianze, espressioni artistiche e critiche, di allestimento e di sostegno all'iniziativa, a nome del Centro Internazionale Antinoo per l'Arte mi è doveroso e gradito ringraziare tutti e ciascuno di coloro che in vario modo hanno contribuito a tale omaggio al vincolo inscindibile fra la personalità e la vita di Marguerite Yourcenar e la natura, il paesaggio e l'ambiente nel suo più complesso insieme, a cominciare dalla Camera di Commercio, Industria, Agricoltura e Artigianato di Roma che come sempre, con tanta sensibilità culturale, promuove le nostre iniziative e ci sostiene, ospitando anche il Centro di Documentazione Marguerite Yourcenar da noi creato all'interno del Tempio di Adriano.
Presidente Centro Internazionale Antinoo per l'Arte
Il Centro Internazionale Antinoo per l'Arte, sorto e sviluppatosi nella ispirazione di Marguerite Yourcenar e dalle sue opere letterarie per una promozione internazionale della cultura in ogni sua forma espressiva, poteva ignorare il ruolo della grande scrittrice per la salvaguardia naturalistica e ambientale?
A corollario delle manifestazioni da noi promosse o integrate nel Centenario della sua nascita, ora intendiamo dare una testimonianza ed un omaggio alla sua intima dedizione alla natura, quale ambito della sua scelta abitativa di vita nella seconda fase della sua esistenza, quale obiettivo personale del suo credo fideistico con un impegno tradotto in concretezza di promozione e sostegno anche finanziario, quale stile di rapporto fra se stessa e ciò che visitava o la circondava.
E lo facciamo con questo Catalogo che raccoglie testi di studiosi archeologi, botanici e storici dell'arte, testimonianze di responsabili delle riserve naturalistiche e dei parchi che ai suoi lasciti devono tanto, con l'omaggio di artisti e critici sui temi a lei cari, con testi poetici, con ricordanze di coloro che le sono stati vicini, con documenti e attestazioni come nel caso di Sengor. Al catalogo si collega la relativa mostra d'arte, documentativa ed illustrativa. Nella impossibilità di questo testo introduttivo di elencare nominativamente tutti gli autori di saggi, testi, testimonianze, espressioni artistiche e critiche, di allestimento e di sostegno all'iniziativa, a nome del Centro Internazionale Antinoo per l'Arte mi è doveroso e gradito ringraziare tutti e ciascuno di coloro che in vario modo hanno contribuito a tale omaggio al vincolo inscindibile fra la personalità e la vita di Marguerite Yourcenar e la natura, il paesaggio e l'ambiente nel suo più complesso insieme, a cominciare dalla Camera di Commercio, Industria, Agricoltura e Artigianato di Roma che come sempre, con tanta sensibilità culturale, promuove le nostre iniziative e ci sostiene, ospitando anche il Centro di Documentazione Marguerite Yourcenar da noi creato all'interno del Tempio di Adriano.
Nel mondo tutti ormai conoscono la figura e le opere di questa scrittrice giunta
nell'olimpo della letteratura contemporanea, ma molto meno sono coloro che sanno
quanto la Yourcenar fosse legata al mondo naturale a lei circostante, quanto
lo amasse profondamente, quanto se ne sapesse parte e responsabile, quanto abbia
inciso intensamente nel suo sentire e vivere, quanto abbia fatto - e continui
a fare nelle sue destinazioni testamentarie - perché questa parte dei suoi affetti,
dei suoi stupori, del suo sentire più intimo, fosse salvaguardato e valorizzato.
I suoi biografi, e noi con loro, riconosciamo la inscindibilità fra Marguerite Yourcenar
e la natura, il suo "amore sacro" per essa, determinato anche dal suo credo buddhistico
cui si ispirava ed in particolare al 4° voto del buddhismo in particolare: "per quanto
innumerevoli siano le creature viventi nella distesa dei tre mondi, mi sforzo di salvarle".
In questo senso e in qualche modo la scrittrice si ricollega anche alle sue origini nella eredità europea di Francesco d'Assisi della fraternità e quindi rispetto di tutte le creature. Di tale suo credo e impegno ne fanno testimonianza la sua scelta ambientale di residenza dal 1950 alla sua fine, i suoi scritti personali, il "TRUST" da lei creato per il finanziamento - con i diritti d'autore - per parchi e riserve.
In questo senso e in qualche modo la scrittrice si ricollega anche alle sue origini nella eredità europea di Francesco d'Assisi della fraternità e quindi rispetto di tutte le creature. Di tale suo credo e impegno ne fanno testimonianza la sua scelta ambientale di residenza dal 1950 alla sua fine, i suoi scritti personali, il "TRUST" da lei creato per il finanziamento - con i diritti d'autore - per parchi e riserve.
Dopo aver girato tante parti del mondo, visitato ed ammirato tanti Paesi per le loro
bellezze naturali, per i loro paesaggi, per i riferimenti archeologici, architettonici,
monumentali e storici anche in riferimento alle vicende ed ai personaggi protagonisti
delle sue opere letterarie, la scrittrice va ad abitare nella "Petite Plaisance" nel
contesto dell'Acadia National Park del Maine (USA), presso Northest Harbor, che così
ella descrive ad Alexis Courves:
«L'isola, grande pressapoco come quella di Egina, mi sembra ancor più vicina di quella alla costa, romantica, come sono romantici i paesaggi di Poussin, con le sue rocce, i suoi precipizi, i suoi laghi, le sue braccia di mare che si insinuano tra le montagne, le sue foreste, la sua corona di isole. Non così austera e selvaggia (...), ma dolce, talora triste, un po' smarrita, si direbbe, a causa dei perpetui cambiamenti seguiti da giorni piovosi, notti gelide, o al contrario dolci come latte, nuvole, banchi di nebbia che ci avvolgono improvvisamente come una turba di fantasmi...»
Ma è anche un mondo di foreste, di fioriture, di animali selvatici in piena libertà e fertilità. La Petite Plaisance si fa così un angolo intimo della specie umana e al tempo stesso un osservatorio incomparabile, in senso orizzontale e verticale, fra terra e cielo in cui si immerge partecipe la esistenza di Marguerite.
Nel suo lungo peregrinare ha visto di tutto, ma qui si concentra, si libera, riflette, si ispira, ama. Sono i suoi momenti più belli, più grandi - come ella spesso confida agli intimi - rispetto a quelli dei grandi riconoscimenti che ottiene da Accademie e Stati e Università.
Si, perché questa è la vera umanità di questa grande donna.
Del suo intenso piacere di osservazione della natura, dei paesaggi e degli
«L'isola, grande pressapoco come quella di Egina, mi sembra ancor più vicina di quella alla costa, romantica, come sono romantici i paesaggi di Poussin, con le sue rocce, i suoi precipizi, i suoi laghi, le sue braccia di mare che si insinuano tra le montagne, le sue foreste, la sua corona di isole. Non così austera e selvaggia (...), ma dolce, talora triste, un po' smarrita, si direbbe, a causa dei perpetui cambiamenti seguiti da giorni piovosi, notti gelide, o al contrario dolci come latte, nuvole, banchi di nebbia che ci avvolgono improvvisamente come una turba di fantasmi...»
Ma è anche un mondo di foreste, di fioriture, di animali selvatici in piena libertà e fertilità. La Petite Plaisance si fa così un angolo intimo della specie umana e al tempo stesso un osservatorio incomparabile, in senso orizzontale e verticale, fra terra e cielo in cui si immerge partecipe la esistenza di Marguerite.
Nel suo lungo peregrinare ha visto di tutto, ma qui si concentra, si libera, riflette, si ispira, ama. Sono i suoi momenti più belli, più grandi - come ella spesso confida agli intimi - rispetto a quelli dei grandi riconoscimenti che ottiene da Accademie e Stati e Università.
Si, perché questa è la vera umanità di questa grande donna.
Del suo intenso piacere di osservazione della natura, dei paesaggi e degli
ambienti, sono anche e sempre le sue lettere ad amici, come quando scrive a Jeanne Carayon dei
suoi viaggi verso Vancouver, la Alaska e in Columbia Britannica:
«Indescrivibile, se non tramite le visioni dei poeti. Ho visto arcipelaghi siderali e isole...; tempo bello e dolce, giornate quasi interamente trascorse sul ponte e parte delle notti in bianco per osservare il sole che muore interminabilmente in un cielo rosa riflesso dai ghiacci fino a mezzanotte; animali di bosco intravisti in queste foreste che scendono fino a fior d'acqua... Ho goduto di uno dei migliori spettacoli della mia vita, un alce enorme che nuotava in un fiume molto largo, dai bordi invasi dall'erba alta. L'ho visto uscire dall'acqua, arrampicandosi su un terrapieno, poi inoltrarsi e scomparire nei boschi. è il terzo e il più grande degli alci della mia esistenza. Ho creduto di vedere un Dio.»
Di eccezionale importanza per il suo impegno ecologico è poi il suo discorso (che riportiamo in questo catalogo), tenuto in Quebéc nel 1987 alla V Conferenza Internazionale di Diritto Costituzionale sulla qualità dell'ambiente, dal titolo "... Se volessimo ancora tentare di salvare la terra". Marguerite Yourcenar guarda ai grandi problemi così come alle piccole cose; infatti, in un altro dei suoi scritti di personali ricordanze (Les yeur ouverts) annota:
«... i giacinti del Mont-Noir o le violette del Connecticut in primavera; le arance con astuzia sospese ai rami da mio padre, in un giardino del Midi; un cimitero in svizzera, che frana sotto le rose; un altro sotto la neve... e ancora le lunghe colate di ghiaccio del Mont Desert... Capo Sunion al tramonto, Olimpia a mezzogiorno...»
«Indescrivibile, se non tramite le visioni dei poeti. Ho visto arcipelaghi siderali e isole...; tempo bello e dolce, giornate quasi interamente trascorse sul ponte e parte delle notti in bianco per osservare il sole che muore interminabilmente in un cielo rosa riflesso dai ghiacci fino a mezzanotte; animali di bosco intravisti in queste foreste che scendono fino a fior d'acqua... Ho goduto di uno dei migliori spettacoli della mia vita, un alce enorme che nuotava in un fiume molto largo, dai bordi invasi dall'erba alta. L'ho visto uscire dall'acqua, arrampicandosi su un terrapieno, poi inoltrarsi e scomparire nei boschi. è il terzo e il più grande degli alci della mia esistenza. Ho creduto di vedere un Dio.»
Di eccezionale importanza per il suo impegno ecologico è poi il suo discorso (che riportiamo in questo catalogo), tenuto in Quebéc nel 1987 alla V Conferenza Internazionale di Diritto Costituzionale sulla qualità dell'ambiente, dal titolo "... Se volessimo ancora tentare di salvare la terra". Marguerite Yourcenar guarda ai grandi problemi così come alle piccole cose; infatti, in un altro dei suoi scritti di personali ricordanze (Les yeur ouverts) annota:
«... i giacinti del Mont-Noir o le violette del Connecticut in primavera; le arance con astuzia sospese ai rami da mio padre, in un giardino del Midi; un cimitero in svizzera, che frana sotto le rose; un altro sotto la neve... e ancora le lunghe colate di ghiaccio del Mont Desert... Capo Sunion al tramonto, Olimpia a mezzogiorno...»
Non sono che alcuni fra i tanti riferimenti della sua penna.
La Yourcenar non vede soltanto, ma osserva, partecipe delle movenze animali, si illumina delle luci delle albe e dei tramonti, si inebria delle tonalità di verde dei boschi e delle cromatismi delle fioriture spontanee, è partecipe di tutto questo.
Ecco perché - come già accennato - vuole sopravvivere, dopo la sua morte con il "Trust" testamentario di finanziamento per la salvaguardia naturalistica ed ambientale, con quella biosfera, con quel cosmo di cui ha fatto parte e che continua a farne parte con le sue ceneri cosparse in essa "per non inquinare la terra" con il suo corpo transeunte.
Ma non cercate tutto questo nelle sue opere letterarie; non ve ne è traccia se non in occasionali accenni fuggevoli o in alcuni riferimenti astrali, legati a simbolismi e miti, nelle "Memorie di Adriano". Perché tale contraddizioni fra il suo sentire e il suo romanzare? Appare una contraddizione incomprensibile.
In nessuna delle sue opere vi è una descrizione precisa paesaggistica, ambientale, naturalistica.
La Yourcenar non vede soltanto, ma osserva, partecipe delle movenze animali, si illumina delle luci delle albe e dei tramonti, si inebria delle tonalità di verde dei boschi e delle cromatismi delle fioriture spontanee, è partecipe di tutto questo.
Ecco perché - come già accennato - vuole sopravvivere, dopo la sua morte con il "Trust" testamentario di finanziamento per la salvaguardia naturalistica ed ambientale, con quella biosfera, con quel cosmo di cui ha fatto parte e che continua a farne parte con le sue ceneri cosparse in essa "per non inquinare la terra" con il suo corpo transeunte.
Ma non cercate tutto questo nelle sue opere letterarie; non ve ne è traccia se non in occasionali accenni fuggevoli o in alcuni riferimenti astrali, legati a simbolismi e miti, nelle "Memorie di Adriano". Perché tale contraddizioni fra il suo sentire e il suo romanzare? Appare una contraddizione incomprensibile.
In nessuna delle sue opere vi è una descrizione precisa paesaggistica, ambientale, naturalistica.
Possiamo allora criticamente formulare una ipotesi, cioè quella che per Marguerite Yourcenar
la sua esperienza esistenziale è stata tanto innestata nella natura da renderla gelosa di ciò,
quasi un patrimonio intimo da ricevere segretamente ai suoi occhi, al suo cuore alla sua mente
ed a farne partecipe soltanto alle persone a lei più care con le quali si lascia andare
in confidenze estreme.
Ora, con questo catalogo ed i suoi contenuti, con la mostra correlata, intendiamo dare omaggio al suo impegno ambientalistico con l'effetto del suo "Trust" e con scritti ed opere che si rifanno al suo amore per la natura, ma con lo spirito di pieno rispetto per questa sua "riservatezza gelosa" del suo grande amore per la natura.
L'impegno di quanti hanno collaborato all'iniziativa del Centro Internazionale Antinoo per l'Arte, nella presente iniziativa, ai quali va il riconoscimento rinnovato di un prezioso apporto, sembra pertanto doversi configurare in questa prospettiva rievocativa.
Ora, con questo catalogo ed i suoi contenuti, con la mostra correlata, intendiamo dare omaggio al suo impegno ambientalistico con l'effetto del suo "Trust" e con scritti ed opere che si rifanno al suo amore per la natura, ma con lo spirito di pieno rispetto per questa sua "riservatezza gelosa" del suo grande amore per la natura.
L'impegno di quanti hanno collaborato all'iniziativa del Centro Internazionale Antinoo per l'Arte, nella presente iniziativa, ai quali va il riconoscimento rinnovato di un prezioso apporto, sembra pertanto doversi configurare in questa prospettiva rievocativa.
FONDAZIONE YOURCENAR
La Fondazione Yourcenar, intitolata alla grande scrittrice belga che ne custodisce il lascito
letterario nella villa Petite Plesence che ha sede nell'isola americana di Mountdesert, situata
davanti la costa del Maine, dove la donna ha trascorso gli ultimi anni della sua vita, promuove
e sostiene importanti iniziative di salvaguardia dell'ambiente marino. Si tratta di un caso pressoché unico di intervento da parte di un Fondo letterario a favore dell'ambiente, il cui valore di novità da un lato e l'esempio operativo dall'altro si manifestano in tutta la loro valenza.
Non sono sufficienti le prediche e le denuncie, le lamentazioni e le proteste per salvaguardare il patrimonio naturale del pianeta, ma sono sempre più indispensabili e indifferibili azioni quotidiane, interventi continui, misure concrete da parte di tutti.
Non bastano le azioni dimostrative di Greenpeace, Wwf e Legambiente, pur indispensabili.
Non sono sufficienti leggi, regolamenti, controlli, sanzioni e repressioni. Educare e agire: il binomio su cui deve fondarsi la politica ambientale è imprescindibile. In questo senso, le iniziative della Fondazione che porta il nome prestigioso di Marguerite Yourcenar sono un esempio luminoso di mecenatismo ambientale, concreto e solidale, che vale più di tante prediche moralistiche e proclami catastrofistici.
Alla Villette, alle catene n° 2 dei nuovi mattatoi, i
vitelli e i bovini, questi ultimi dopo una brusca caduta, vengono in bell'ordine appesi prima
dell'esecuzione, cosa che consente (time is money) di procedere più alla svelta.
Questo sistema naturalmente è proibito (da un decreto del 16 aprile 1964),
ma ciò non toglie che resti utilmente in uso.
I muri dei mattatoi (una bella realizzazione tecnica, non c'è dubbio, provvista come si vede di tutte le innovazioni) sono spessi; non vediamo queste creature torcersi di dolore; non ne sentiamo i laceranti muggiti, che neppure il più accanito adoratore di bistecche potrebbe sopportare. Gli effetti della coscienza pubblica sulla digestione non sono da temere.
Scrive Oscar Wilde, che il peggior crimine è la mancanza di immaginazione: l'essere umano non prova compassione per i mali di cui non ha esperienza diretta o a cui non ha personalmente assistito. Ho spesso pensato che i vagoni piombati ed i muri ben costruiti dei campi di concentramento hanno consentito l'estensione e la durata di crimini contro l'umanità che sarebbero cessati molto prima se si fossero svolti all'aperto e sotto gli occhi di tutti... Sì, è vero: ogni atto di crudeltà subito da migliaia di creature viventi è un crimine contro l'umanità che viene resa un poco più dura e più brutta...
«Ci sarebbero meno bambini martiri se ci fossero meno animali torturati, meno vagoni piombati che trasportano alla morte le vittime di qualsiasi dittatura se non avessimo fatto l'abitudine ai furgoni dove le bestie agonizzano senza cibo e senz'acqua dirette al macello...»
«Gli animali hanno propri diritti e dignità come te stesso. è un ammonimento che suona quasi sovversivo.
Facciamoci allora sovversivi: contro ignoranza, indifferenza, crudeltà»
I muri dei mattatoi (una bella realizzazione tecnica, non c'è dubbio, provvista come si vede di tutte le innovazioni) sono spessi; non vediamo queste creature torcersi di dolore; non ne sentiamo i laceranti muggiti, che neppure il più accanito adoratore di bistecche potrebbe sopportare. Gli effetti della coscienza pubblica sulla digestione non sono da temere.
Scrive Oscar Wilde, che il peggior crimine è la mancanza di immaginazione: l'essere umano non prova compassione per i mali di cui non ha esperienza diretta o a cui non ha personalmente assistito. Ho spesso pensato che i vagoni piombati ed i muri ben costruiti dei campi di concentramento hanno consentito l'estensione e la durata di crimini contro l'umanità che sarebbero cessati molto prima se si fossero svolti all'aperto e sotto gli occhi di tutti... Sì, è vero: ogni atto di crudeltà subito da migliaia di creature viventi è un crimine contro l'umanità che viene resa un poco più dura e più brutta...
«Ci sarebbero meno bambini martiri se ci fossero meno animali torturati, meno vagoni piombati che trasportano alla morte le vittime di qualsiasi dittatura se non avessimo fatto l'abitudine ai furgoni dove le bestie agonizzano senza cibo e senz'acqua dirette al macello...»
«Gli animali hanno propri diritti e dignità come te stesso. è un ammonimento che suona quasi sovversivo.
Facciamoci allora sovversivi: contro ignoranza, indifferenza, crudeltà»
Marguerite Yourcenar
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Preambolo al discorso di Marguerite Youcenar
di Yvon Bernier
Marguerite Yourcenar e i suoi impegni
di Dominique Gaboret-Guiselin
"Non sarà mai troppo tardi..."
di Jean-Marie Géhu
Naturalità e natura nell'Opera al Nero
di Marguerite Yourcenar
Natura e mito - "I giardini del paradiso adrianeo"
di Raffaele Mambella